Il programma del M5S per la città di Ancona, di Daniela Diomedi

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Il programma di Governo che proponiamo è il risultato di incontri puntuali con i nostri concittadini. Abbiamo osservato le criticità, valutato priorità ed esigenze ed i progetti emersi sono il frutto del contatto costante con chi, come noi, le criticità le vive quotidianamente.
In questi nove anni di opposizione all’Amministrazione PD abbiamo esercitato il nostro ruolo con passione costruttiva; le nostre idee solo in minima parte sono state recepite e fatte proprie da chi ha governato. E’ giunto quindi il momento di concretizzare i progetti e rendere reale la nostra idea di Ancona che immaginiamo accogliente, organizzata, partecipata … bella…. lo è già!
Il nostro obiettivo è far sì che tutti coloro che vivono Ancona possano godere di un alto livello di qualità della vita e, chi la visita, possa desiderare di ritornare…e perché no… imitarci!
Le Giunte di centro sinistra che si sono succedute ad Ancona negli ultimi anni ci hanno lasciato una situazione di gravità e di stallo. Molte decisioni, assunte senza alcun confronto e partecipazione della cittadinanza, si sono rivelate fallimentari o contraddittorie. Sembra sia stato dimenticato che la nostra città è Capoluogo di Regione e che ha necessità di interventi e risorse governative per le infrastrutture sia viarie che ferroviarie (raddoppio Ancona Roma e Strada di collegamento STATALE con il porto).
Esempio paradigmatico della gestione della cosa pubblica approssimativa e inconcludente è la bocciatura del progetto ‘truffaldino’ per l’Uscita ad Ovest e, mentre chi amministrava pervicacemente insisteva, contro ogni evidenza, sul progetto “farlocco”, questo è stato bocciato dallo stesso governo che esprimeva una maggioranza analoga; i cittadini hanno pagato e pagano, e a caro prezzo e sulla propria pelle, il costo della cattiva politica che ci ha lasciato fermi al punto di partenza.
L’indebitamento è molto elevato e ciò non ammette ulteriori investimenti perché appena entro i limiti per il rispetto degli obiettivi del Patto di Stabilità; i crediti di dubbio esito sono significativi, perché datati e dovuti ad un mancato costante monitoraggio degli incassi, in particolare per i fitti attivi e canoni che gravano pericolosamente sul patrimonio comunale. Costituiscono una pesante zavorra sulle spalle dei cittadini anconetani.
Persistono situazioni molto critiche che potrebbero comportare il dissesto dei conti del Comune, quali le consistenti perdite accumulate dalla Fondazione “Le Città del Teatro” Teatro Stabile delle Marche o l’inspiegabile acquisto del complesso ex Angelini che necessita di costosissime opere tutte a carico delle casse comunali.
Il livello di tassazione è al massimo e nessun passo in avanti è stato fatto nell’ottica dell’economia circolare (riduzione/gestione rifiuti/riuso). Sono state fatte scelte relative a beni comuni che potrebbero rivelarsi “scellerate” (su tutte: la cessione delle concessioni delle reti gas Gas in cambio di partecipazione azionaria).
Vanno anche sottolineate le gravi carenze sul piano della sicurezza, della qualità del lavoro e la dubbia qualità delle opere pubbliche che pure hanno assorbito ingenti risorse.
Legalità e trasparenza dell’azione politica sono diventate emergenze su cui vogliamo intervenire; così come è assolutamente indispensabile garantire l’efficienza e l’efficacia della azione amministrativa con la collaborazione dei dipendenti. Su questi ultimi l’approssimazione della pregressa gestione ha agito negativamente in termini di perdita di motivazione. E’ pertanto urgente e non più procrastinabile la riorganizzazione della “macchina amministrativa”; è di tutta evidenza che la presenza del Direttore Generale non ha affatto contribuito a risolvere la situazione preesistente, già molto complicata. E’ allo stesso modo necessario spingere sul decentramento di alcuni servizi e sportelli e “impegnare” la funzione dirigenziale in modo che sia all’altezza delle aspettative e necessità degli Uffici e della cittadinanza.
In tema di appalti l’Amministrazione si è rivelata in più di una situazione assai approssimativa tale da rendere necessaria l’attivazione di un controllo interno preventivo sulla legittimità degli atti. La lentezza delle risposte legate ai rimedi giudiziari, che pure abbiamo esperito riguardo ad atti palesemente illegittimi, rende necessaria la sperimentazione di nuove forme di controllo esercitabile anche mediante l’uso intelligente di strumenti che rendano effettivamente trasparente l’azione politica ed amministrativa.
Il rispetto delle regole (anche non scritte) deve tornare ad essere sentito come “normale” in tutte le situazioni e nel rapporto tra cittadini “vecchi” e “nuovi”. Riteniamo l’educazione alla legalità (intesa anche come abitudine al rispetto delle regole nella consapevolezza che la liberà di ciascuno finisce dove inizia quella dell’altro e si “riconosce” attraverso il dialogo e la conoscenza) il secondo pilastro del nostro agire politico/amministrativo poiché anche su di esso si fonda la buona qualità della vita delle persone;
con la nostra azione politica tutte le determinazioni che riguarderanno la tutela dell’ambiente in cui viviamo, dalla mobilità alla gestione urbanistica, saranno frutto di un effettivo confronto tra amministratori e cittadini mediante assemblee, consultazioni pubbliche, referendum;
sarà data priorità, perché abbiamo il dovere di garantire la sicurezza dei nostri figli, alle verifiche ed agli interventi necessari per la messa in sicurezza delle scuole;
agli impianti sportivi (su tutti il Dorico: nel cuore di tutti gli anconetani) e alle palestre inagibili o da ristrutturare, vogliamo assicurare una gestione virtuosa; ogni impianto dovrà essere ben gestito e ben utilizzato.
In tema di erogazione di servizi l ‘amministrazione deve riprendere la sua funzione progettuale e ricominciare ad esercitare quella del controllo in itinere e in conclusione. Allo stesso modo deve poter intervenire in “tavoli” di concertazione, realmente “dialoganti” e con continuità, per l’individuazione di bisogni, cause e rimedi. Questi ultimi debbono poter essere concretamente assunti nell’esclusivo interesse della comunità “fragile”.
Allo stato i servizi sociali continuano a non essere sufficienti in numero e qualità a causa dei continui tagli lineari per contenerne la spesa ma reputiamo anche perché è mancata la programmazione degli interventi e non si è finora tenuto in debito conto la variazione demografica della popolazione (invecchiamento). Le risposte non sono e non saranno mai adeguate ai bisogni se non elaborate in base alla loro “misurazione” e “proiezione” nel futuro!
Ancona continua ad essere largamente carente quanto a disponibilità di strutture residenziali protette per i suoi anziani, né le opere in cantiere (ex Umberto I) potranno soddisfare la domanda sempre crescente; l’irresponsabile miopia quanto alla variazione demografica e lo spreco di ingenti risorse (ex Tambroni), il mancato tempestivo riutilizzo di contenitori dismessi ( ad esempio ex Lancisi – Centrale del latte) hanno fatto sì che i servizi per la popolazione anziana siano davvero inadeguati nel presente e prevedibilmente, oltre che scandalosamente, se non si interverrà interagendo sostanzialmente nel sistema complessivo, nel futuro;
i “protocolli” vetusti, ancora più odiosi se attinenti ai servizi socio/sanitari, rendono difficile il rapporto tra cittadini e servizi: riteniamo indifferibile il loro aggiornamento e la massima semplificazione agendo su tutti i livelli di interlocuzione previsti e possibili.
I livelli di inquinamento da polveri sono tra i più elevati in Italia e le conseguenze negative notoriamente riverberano soprattutto sulla salute dei cittadini; ancora oggi, e senza soluzione di continuità dal 2012, lamentiamo il mancato ripristino delle centraline per il rilevamento degli inquinanti e, soprattutto, alcun intervento sulle cause dell’inquinamento ambientale. L’azione di governo del territorio si è limitata a predisporre tavoli e progetti di studio che, pure interessanti dal punto di vista teorico e metodologico, non hanno avuto alcun seguito concreto e sono rimasti fermi alla fase di avvio; è pertanto necessario tradurre in pratica gli impegni presi e rimasti sulla carta perché riteniamo che la prevenzione non sia concetto esclusivamente “medico” ma precedente la cura e attinente oltre che agli stili di vita alla qualità/salubrità dell’ambiente in cui si vive.
Sul piano della mobilità non sono stati fatti passi in avanti; piuttosto abbiamo subìto la perdita di importanti risorse che invece di essere potenziate sono state dismesse (Stazione Marittima nel complessivo progetto – mai realmente nato ma effettivamente “costato e pagato” – dell’ uso metropolitano della ferrovia). L’esigenza della redazione di un piano di mobilità sostenibile non è più procrastinabile, né sono accettabili interventi “tampone” o soluzioni “spot”. Finora gli interventi sul trasporto pubblico sono consistiti esclusivamente in tagli e depotenziamenti tali che è purtroppo largamente preferito l’uso del mezzo privato con le inevitabili ricadute in termini di traffico e inquinamento. E’ nostra ferma intenzione “rovesciare la piramide” in cui l’auto privata anziché all’apice sia ricondotta alla base e, a salire, ricollocare al vertice il Trasporto Pubblico Locale ed i pedoni.
Vogliamo portare a conclusione il Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) – assente persino nell’ultimo Documento Unico di Programmazione, che oggi non è nemmeno sulla carta, mentre le barriere architettoniche sono tutte ancora là dove si trovavano nel 2013 e prestare il massimo della attenzione alle famiglie e alle persone che affrontano con ingiusta esagerata difficoltà il quotidiano e temono con grande apprensione il futuro.
Vogliamo correre verso il futuro con intelligenza: nell’uso e nel consumo delle risorse… con misura.
Amiamo il nostro territorio: siamo consapevoli di quanto sia urgente intraprendere un nuovo modo di vivere e rigenerare la città. Siamo orientati al risparmio quanto all’uso del suolo, alla efficienza e all’autosufficienza energetica; vogliamo intraprendere il percorso virtuoso della rigenerazione urbana, che, oltre a garantirci una migliore sostenibilità ambientale, riducendo l’ impronta ecologica del nostro abitare, ci avvierà alla società a 2000Watt. Laddove l’esperimento è stato avviato, i cittadini vivono meglio e si sono scoperti .. più “ricchi”!
Ogni quartiere E’ Ancona: il Guasco, il Piano, Vallemiano, Palombella, Torrette, Collemarino, Posatora, il Pinocchio i quartieri periferici dove vive ormai la maggior parte dei cittadini Anconetani e tutti bellissimi borghi Frazionali…. Ancona noi la vediamo “tutta” e la vogliamo “riconnessa” con interventi sulla mobilità (sostenibile), sul piccolo commercio e sull’ artigianato; ovunque con luoghi condivisi, partecipati e rigenerati.
Noi amiamo il nostro Porto perché Ancona è il suo Porto. Vogliamo riannodare il suo legame con la città; riconoscendo l’importanza economica di questa imprescindibile componente, vogliamo che le due realtà (cittadina e portuale) dialoghino, si “riconoscano” e convivano. Se questo è stato possibile in molte città portuali deve poter essere possibile anche per Ancona; confidiamo nella massima cooperazione con la Autorità di Sistema Portuale con cui sarà instaurato un dialogo costruttivo e proficuo per il contemperamento dell’interesse di tutti gli “attori” che l’una (Ancona) senza l’altro (il suo Porto) non vive;
Ancona e il suo mare: si può e si deve valorizzare il litorale e a ciascuno dei contesti riconoscere e rispettare la specificità e vocazione: Palombina, Torrette, Passetto, le Grotte, Mezzavalle e Portonovo, sia nelle parti di spiaggia libera che in quelle in concessione.
Nel circuito turistico e culturale Ancona, pure con la sua bellezza e la sua ricchissima storia, è, oggi, marginale. Reputiamo che “la cultura abbia bisogno di strutture stabili, finanziamenti continui, indipendenza dalla politica e visione lunga e disinteressata ” e che ciascuno di noi debba prendersi cura della città. Se sui finanziamenti abbiamo l’urgente dovere di “attrezzarci”, intercettando tutto ciò che sia possibile, sicuramente molto possiamo – e subito – sul resto. La ricchezza del tessuto culturale anconetano è tale e tanta che potremo fare a meno di interventi “spot” ed assicurare alla città, al contrario, un percorso costante e di qualità, includente, stimolante e, dal punto di vista organizzativo, “messo a sistema”. L’obiettivo è riscoprire la bellezza di Ancona, perché sia aperta a chi la vive e perché, chi la visita, abbia voglia di ritornare. Riteniamo che la Cultura ed il Turismo siano importanti risorse da utilizzare per “ripensare e ritrovare” Ancona; entrambi intesi anche come opportunità di “buon” lavoro nuovo, di aggregazione sociale e di crescita, motore per il rilancio dell'”economia” locale e recupero della bellezza celata e, pertanto, negata.
Non siamo rassegnati ad una città sporca, priva di decoro e sciatta, indegna di rispetto, usata: sentiamo tutti, urgente, il bisogno di prendercene cura. Riconosciamo questo come diritto/dovere di chi abita Ancona e di chi la amministrerà: attraverso questa “attenzione”, siamo certi, svilupperemo il senso di appartenenza in coloro che ci vivono e il rispetto in coloro che la visitano.
Il nostro principale desiderio è “vivere bene” in questa città che percepiamo bellissima; tornando a viverla, senza “usarla”, potremo ritrovarci “comunità” e potremo rilanciarla, insieme… “sarà la bellezza che salverà.. Ancona”!

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