Esplosioni e grosso incendio al Porto di Ancona

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Non ci sono né vittime né feriti nel grosso incendio (foto) con frequenti e forti esplosioni, scoppiato ieri sera poco dopo le 23 nella zona tra l’ex Fiera della Pesca e l’area Zipa, il cuore produttivo del porto di Ancona. Sul posto numerose squadre dei vigili del fuoco, oltre al personale di Ancona sono arrivate squadre pure da Macerata e Pesaro con 12 autobotti e due autoscale. Verso le 2 di notte i pompieri sono riusciti a mettere sotto controllo il rogo.  L’incendio si è sviluppato in uno dei capannoni dell’ex Tubimar. Il rogo, alimentato anche dal vento, si è allargato anche al deposito di Ancona merci. Si è sprigionata una nube nera impressionante . Le fiamme hanno devastato l’ex Tubimar minacciando anche un deposito di metano. Il rogo lambisce l’asse attrezzato che collega la città al porto.  L’incendio ha minacciato alcune importanti aziende del porto specializzate nella cantieristica. Gli operai della Skalo che produce pesce congelato sono riusciti a fuggire in tempo, armandosi di tutte ignifughe. Ad esplodere sono state anche alcune bombole di acetilene: c’è quindi il rischio che si siano sprigionate sostanze tossiche. I vigili del fuoco sono intervenuti con dei super mezzi che vengono utilizzati anche in caso di grossi incendi sulle piste degli aeroporti.  “Da subito la sala operativa della questura ha seguito gli sviluppi della situazione, in particolare sotto il profilo della sicurezza. Immediatamente le pattuglie della polizia di Stato ma anche delle altre forze dell’ordine, che ringrazio per il tempestivo intervento, hanno cinturato la zona in modo che i vigili del fuoco potessero operare in tutta tranquillità e sicurezza”. Lo ha detto Giancarlo Pallini, questore di Ancona. “Diverse persone, nonostante l’ora tarda, erano in giro per la città e si sono recate al porto, incuriosite per vedere da vicino cosa stesse accadendo – ha aggiunto Pallini raccontando dei primi momenti dopo il rogo – Le forze dell’ordine sono comunque riuscite a tenerle lontane per ovvi motivi di sicurezza”.

“La zona ora è ben circoscritta e sicura – ha assicurato il questore – La squadra mobile sta lavorando per capire bene l’origine del rogo: attendiamo le indicazioni dei vigili del fuoco che devono bonificare l’intera area e poi si comincerà a lavorare sulle cause di un incendio di questa portata. Bisogna lavorare con cautela e nei tempi giusti”, ha sottolineato.

“Almeno tre esplosioni, sembrava Beirut”

“Abbiamo sentito diverse esplosioni, almeno tre, dall’una meno un quarto in poi. Poi il fuoco e le sirene dei mezzi di soccorso. Abbiamo pensato subito a quello che è successo a Beirut, è inevitabile”. E’ la testimonianza di una dipendente di un hotel della zona del Porto di Ancona, dove stanotte c’è stato un vasto incendio che ha colpito diversi capannoni di cantieri navali.
L’incendio è stato spento, ma dalla zona continua a propagarsi il fumo. “C’è molto fumo nero, il vento però non lo sta portando verso il centro della città, ma verso Sud, verso l’interno. Si sente un fortissimo odore che sembra di plastica bruciata”, conclude la dipendente.  (Tratto da “Il Resto del Carlino – Ancona)

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