Ospedale di Torrette, per i pasti arrivano i NAS

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Pasti per l’ospedale regionale di Torrette a due velocità. O meglio, qualità diversa a seconda delle necessità. È quanto vorrebbe chiarire l’azienda ‘Ospedali Riuniti’ dopo le proteste dei degenti e la serie di episodi che si sono verificati nell’ultimo periodo. Dall’insetto trovato in mezzo alla verdura cotta da un’ausiliaria, alla protesta di un degente che lamentava la poca qualità del cibo, in particolare sotto il profilo del confezionamento e del trattamento; fino alla denuncia ai carabinieri del Nas presentata da un altro paziente all’inizio di questa settimana.

L’uomo, anche in questo caso, aveva mangiato della verdura cotta accusando subito forti dolori addominali e vomito, tanto da spingere i sanitari a sottoporlo ad una tac e ad ulteriori accertamenti clinici. Nei giorni successivi l’uomo si è recato nella sede del Nas per sporgere denuncia. E i militari del Nucleo Antisofisticazione non hanno perso tempo, verificando di persona. Così l’altro ieri sono andati all’ospedale regionale per verificare la qualità sia del cibo che la conservazione e le modalità di trattamento dei prodotti.

Da quanto è stato possibile accertare, dalla visita a sorpresa non sarebbero emerse irregolarità tali da far scattare un provvedimento di sanzione o altro. Resta, tuttavia, il nodo della qualità del cibo, specie quello per le degenze nei reparti. Il Carlino l’altro giorno ha effettuato un test in mensa, rilevando una situazione assolutamente in regola, tra pulizia, qualità e gusto del cibo, servizio. Qualcosa resta sicuramente da fare a livello di pasti per i malati: «Non siamo insensibili a questo argomento, tutt’altro, in fondo ne vale del buon nome dell’ospedale _ spiegano i vertici dell’azienda ospedaliera di Torrette _. Stiamo valutando l’ipotesi di convocare la ditta che si occupa dei pasti, non prima di aver attivato le commissioni interne competenti. Dobbiamo fare di più, ne siamo consapevoli, e faremo tutto il necessario per aumentare la qualità». È necessario ricordare, ancora una volta, che i pasti serviti sono in atmosfera modificata, ossia surgelati, preparati da una ditta veneziana e trasferiti ad Ancona dentro un container. Prima di essere serviti vengono riscaldati. In passato c’erano state vibranti proteste, poi la qualità era tornata di buon livello, ma ultimamente le cose sono peggiorate.

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