Ancona – Ragazzo accoltellato al Piano San Lazzaro….

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ANCONA – Tra le cinquanta sfumature di nero che avvolgono il Piano ce n’è una rossa come il sangue che sgorgava dalla gamba di un ragazzo, accoltellato per essersi ribellato a chi gli chiedeva soldi e cellulare. Poteva pagare con la vita quel “no” sibilato nel buio. La lama per pochi centimetri non gli ha reciso l’arteria femorale e a quel punto qualunque soccorso sarebbe stato inutile. Il 19enne si è dovuto sottoporre a un intervento di sutura di una vena lesionata dal coltello spuntato nel cuore della notte, mentre stava andando a prendere le sigarette al distributore automatico.

Non per sé, ma per un amico che ha una gamba ingessata e cammina con le stampelle. Un favore che poteva costargli molto caro: il ragazzo è ancora ricoverato all’ospedale, ma per fortuna è fuori pericolo. Indaga la polizia su una rapina finita nel sangue al Piano, che non sarà il Bronx, ma quando si esce da soli la sera non si sta mai tranquilli. L’aggressione non è stata ripresa dalle telecamere che non riescono ad inquadrare le scalette che collegano via Ascoli Piceno a via Fabriano, dov’è avvenuto il fattaccio, a due passi dalla parrocchia del Cristo Divino Lavoratore. Francesco, 19 anni, studente anconetano, le stava percorrendo per andare al distributore automatico di piazzale Camerino a comprare le sigarette per l’amico che era ospite a casa sua, dalle parti di via Forte Scrima.
In tasca aveva giusto qualche moneta. Mezzanotte, strade deserte. All’improvviso, una sagoma scura e rumore di passi, sempre più vicini. Poi una voce roca a squarciare il silenzio.

«Ehi, fermati, dammi tutto quello che hai». Con la coda dell’occhio Francesco ha visto una mano appoggiarsi sulla sua spalla. Si è voltato e ha incrociato lo sguardo, parzialmente nascosto da un cappuccio calato sul volto, di chi voleva rapinarlo. «Non ho niente», ha risposto il ragazzo. «Allora dammi il cellulare». La vittima lo teneva in mano. «No, lasciami stare». Ha tirato dritto, ma il malvivente ha estratto un coltello e ha raggiunto il 19enne alla gamba. «Se non te ne vai chiamo la polizia», ha gridato, allontanandosi di corsa, mentre veniva inseguito da quell’individuo che alla fine ha desistito e ha cambiato strada. Solo quando è arrivato a casa, Francesco si è accorto che la tuta da ginnastica era intrisa di sangue. Con un filo di voce, impaurito e dolorante, è riuscito a raccontare la spaventosa esperienza alla mamma e alla nonna, che hanno chiamato il 118.  (Corriere Adriatico)

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