Delusione d’amore, si gettà giu dal ponte

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Il cuore fatto a pezzi da una delusione d’amore. Le inquietudini di un’età in cui ogni ostacolo può diventare un baratro. La fragilità di una ragazzina che si sente troppo debole per affrontare le difficoltà della vita, che prova a sorridere ma dentro urla di dolore, mentre quel male chiamato depressione scava e annulla la mente. L’adolescenza è un mare di sentimenti contrastanti e quelli più cupi hanno preso il sopravvento nell’animo di una giovane anconetana che non ha saputo difendersi dai primi morsi del dolore.

Ora lotta tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione di Torrette dopo un volo di quasi 10 metri dal ponte del Pincio. È in coma, i medici stanno facendo di tutto per salvarla, ma le sue condizioni sono gravissime per il forte trauma cranico e una profonda emorragia cerebrale dovuti al violento impatto frontale con l’asfalto. Sono le 13 quando la ragazza (L.R.), 19 anni compiuti da poco e fresca di diploma di maturità conseguito in un liceo cittadino, esce di casa a piedi. Zainetto in spalla, s’incammina verso via Circonvallazione. Fuori splende il sole, fa meno freddo di altri giorni, ma gelidi sono i suoi propositi, anche se il cuore è trepidante, spezzato in due – confermeranno gli investigatori – da una delusione sentimentale. In quei momenti il mondo è un nemico ed è facile sprofondare nell’abisso del dolore.

Straziata ma abbastanza lucida per lasciare il cappotto e lo zaino sul ciglio della strada, è salita sul parapetto del ponte che sovrasta via XXV Aprile e si è lanciata di sotto. Un grido disperato ha accompagnato il suo tuffo nel vuoto. Era ancora cosciente quando i soccorritori del 118 sono arrivati, ma non riusciva a respirare da sola e le sue condizioni sono drasticamente peggiorate nel giro di pochi minuti a causa delle gravissime fratture riportate, soprattutto alla testa, ma anche al bacino e alla schiena.

È stata intubata dal medico rianimatore e spinalizzata, prima della corsa fulminea all’ospedale, caricata da un’ambulanza della Croce Rossa. Sul posto anche un mezzo della Blu Pubblica Assistenza, oltre all’automedica di Torrette e ai carabinieri. A pochi metri, infatti, c’è la caserma del Comando regionale dell’Arma. Prima del drammatico gesto, la 19enne ha inviato un sms a un amico per annunciare la sua volontà. Ha riposto il cellulare nella borsa, adagiata insieme al cappotto a margine della strada, quindi si è lasciata cadere di sotto.
Il primo a lanciare l’allarme è stato un medico che è passato con la sua auto sotto il ponte del Pincio e ha notato la ragazza a terra, in un lago di sangue. Poco dopo è sopraggiunta la mamma della 19enne, avvisata dal ragazzo a cui la figlia aveva inviato il messaggio: quando è arrivata e l’ha vista di sotto, è scoppiata in lacrime, gridando il suo nome. La donna, poi raggiunta dalla seconda figlia più grande, è stata sorretta e allontanata da alcuni carabinieri in borghese. Sul posto, anche i colleghi della stazione di via Piave con il comandante Giuseppe Campagna che indaga sulle ragioni del tentato suicidio. (Corriere Adriatico)

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